La Cetonia Dorata (cetonia aurata)
Ordine: Coleoptera Sottordine: Polyphaga Famiglia: Scarabaeidae Sottofamiglia: Cetoniinae Genere: Cetonia Specie: C. aurata
La Cetonia dorata (Cetonia aurata) è probabilmente il coleottero più conosciuto in Italia. Chi di noi non è mai sobbalzato sotto l'ombrellone nel sentirsene ronzare una intorno attratta dall'odore della nostra crema abbronzante? Chi non ne ha mai vista una bearsi all'interno di una rosa tra i petali setosi mentre si stropiccia il viso sui pistilli carichi di polline? E' quello il momento di massimo abbandono per questo delizioso animaletto che frequenta i nostri giardini ed i parchi cittadini.

Purtroppo con la sua azione di rosura delle parti centrali del fiore di cui si nutre, la Cetonia danneggia le rose in qualche misura e quindi spesso viene perseguitata da floricultori. E'un coleottero perfettamente innocuo che può offrire una sensazione sgradevole al tatto, se presa in mano, per il fatto di possedere sulle zampine delle minuscole sporgenze appena appuntite che danno la parvenza di una puntura.
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Altra particolarità della Cetonia è quella di poter estrarre le ali da sotto le elitre, attraverso una lunga fenditura laterale senza bisogno di aprirle e sollevarle come accade in quasi tutti gli altri coleotteri. Questa sua particolare caratteristica le offre buona aerodinamicità che le consente un volo rapido e rumoroso: purtroppo questo suo volare ad elitre chiuse, essendo veloce e non caratteristico dei coleotteri (sono tutti innocui) la fa apparire come un insetto diverso e pericoloso. Quindi, scambiata dai più per un imenottero (calabrone, xilocopa, bombo) viene spesso colpita ed uccisa. Purtroppo una bruttissima manifestazione di ignoranza scientifica e di insensibilità.
Una strano sistema di difesa le rende inappetibili ai predatori: infatti, in caso di pericolo, emettono acido urico e formico dalla cavità anale. E' una specie di arma chimica che allontana gli uccelli. Inoltre, in caso di necessità, per sfuggire alla cattura, si lasciano cadere in terra simulando la tanatòsi (morte simulata): restando infatti immobili sul terreno riescono a salvarsi.
E' di color verde metallico ma esistono una trentina di bellissime aberrazioni cromatiche diverse che vanno dal blu, al viola, al verde, al giallastro, nere o ramate.

Le sue larve è possibile trovarle nel terriccio marcescente, particolarmente ricco di humus. Spesso, travasando delle grandi piante da un contenitore all'altro, troviamo tra le radici un dozzina di questa larve cicciotte, grandi più o meno come un dito mignolo. Buona parte del terreno nel vaso è stato trasformato in escrementi simili a chicchi di riso di color marrone.
Curiosità:
in Toscana è conosciuto come Moscon d'oro, ma anche come Gazzilloro (Siena, Grosseto) e Caadoro (Viareggio) .
beppe 23.02.2007



