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Favole

Favole di Jean La Fontaine

Favole di Jean La Fontaine

LIBRO DECIMOPRIMO

I - Il Leone

Il sultano Leopardo, in illo tempore,

a furia di confische,

aveva molti cervi e molti buoi

ed infinite pecore

radunati nei boschi e parchi suoi.

Un dì sente che nato era un Leone

nella vicina selva.

Per fare i complimenti d'occasione

un suo visir chiamò

navigato nell'arti diplomatiche,

e a lui vecchio Volpone

così, dicon, parlò:

Favole di Jean La Fontaine

Favole di Jean La Fontaine

LIBRO DECIMO


I - I due Topi, la Volpe e l'Uovo

(Sermone alla signora de La Sablière)

A me facil saría tesser di lodi

un serto al vostro nome, Iride bella,

se voi di lodi e di profano incenso

non foste disdegnosa, in ciò lontana

dall'altre belle, cui giammai non sazia

cibo quotidian di freschi onori.

Non vidi io mai le donne al dolce suono

delle lodi cullate addormentarsi,

Favole di Jean La Fontaine

Favole di Jean La Fontaine

LIBRO NONO


I - Il Depositario infedele

Vostra mercè, della Memoria o figlie,

delle bestie cantai l'umili imprese,

né potean procurarmi una più grande

fortuna di più grandi eroi le gesta.

Colle stesse parole onde gli dèi

parlan nel ciel, il Lupo entro il mio libro

sermoneggia col Can che gli risponde.

Nascon diversi eroi. L'uno è solenne

e l'altro è pazzo: ma tra saggi e pazzi

Favole di Jean La Fontaine

Favole di Jean La Fontaine

LIBRO OTTAVO


I - La Morte e il Moribondo

Impreveduta mai piomba la Morte

in capo al Saggio. In ogni tempo a guardia

veglia l'occhio di lui. Pronto è il fardello

a partire, ogni giorno, ogni momento

pel fatal malinconico viaggio.

Ogni tempo del Tempo è un'ora buona

al pagar la scadenza. Infimi e grandi,

soggiaccion tutti al gran tributo, e spesso

nelle culle regali aprono e a un punto

Favole di Jean La Fontaine

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LIBRO SETTIMO

Alla Signora di Montespan

È la Favola un dono degli Dèi,

o se mortale fu quei che pel primo

il bel dono trovò, ben d'un altare

egli è degno e dovrìan tutti i mortali

a tanto saggio offrir culto divino.

La Favola davver è un dolce incanto,

per cui l'anima attenta è fatta schiava

del tenue fil, che col racconto i cuori

a piacimento e l'intelletto move.

Favole di Jean La Fontaine

Favole di Jean La Fontaine

LIBRO QUARTO


I - Il Leone innamorato

(Alla signorina di Sévigné)

Sévigné, tu che alle Grazie

d'ogni grazia sei modello,

tu che in cor ti vanti rigida

quanto splende il viso bello,

deh! concedimi attenzione

per il tempo d'una favola,

nella quale mostrerò

come amor vinse il Leone.

Io per pratica già so

che a parlar d'amor a te

non si va senza pericolo.

Dal provar Iddio ti salvi

Favole di Jean La Fontaine

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LIBRO TERZO


I - Il Mugnaio, suo Figlio e l'Asino

Abbiano i Greci antichi lode d'aver scoperto

pei primi dell'Apologo l'arte e il parlar coverto,

ma sia concesso ad altri, dopo di lor venuti,

di spigolar nei campi, che quelli hanno mietuti.

Di fantasia nel regno c'è qualche terra oscura,

ove i moderni possono correre l'avventura.

Su questo bel proposito un fatterello io so,

che al celebre Racanio Malerba un dì contò.

Alice nel Paese delle Meraviglie

Alice nel Paese delle Meraviglie, illustrato da Arthur Rackham

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X - Il ballo dei gamberi

La Falsa-testuggine cacciò un gran sospiro e si passò il rovescio d'una natatoia sugli occhi. Guardò Alice, e cercò di parlare, ma per qualche istante ne fu impedita dai singhiozzi.

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